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Contrasto all'avvelenamento degli animali

Il progetto nazionale verrà presentato nelle Foreste casentinesi giovedi 16 giugno, alle 15, 30 presso il centro visite del Parco di Badia Prataglia

CASENTINO — Ogni anno in Italia si registrano diversi casi di avvelenamento di animali. Si pensa che questi rappresentino solo la punta di un iceberg. Infatti la pratica rimane perlopiù sconosciuta a causa del fatto che le carcasse di animali selvatici si trovano raramente, soprattutto se sono di specie molto rare. Inoltre i casi di avvelenamento non sono sempre segnalati.

Il cardine del progetto Life Pluto, nato per fronteggiare questa emergenza e operativo nel parco delle Foreste casentinesi, è l'unità cinofila anti avvelenamento (NCA). Ne sono stati istituiti sei sul territorio nazionale. 

Sono dislocati in aree ritenute prioritarie per le criticità legate al fenomeno “uso di esche e bocconi avvelenati”, in correlazione alla presenza di specie faunistiche minacciate (in particolare i grandi carnivori). 

Opereranno in sinergia con il "nucleo antiveleno" nato grazie al progetto Life "Antidoto" presso il parco nazionale del Gran Sasso e con quelli istituiti nell’ambito dei progetti Life "Medwolf" (Maremma) e "Mirco" (parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano).

Vanno a completare una organizzazione sempre più capillare che vede anche l’arco alpino impegnato nel contrasto del fenomeno con altri due nuclei cinofili antiveleno CFS del progetto Life "Wolfalps".

Ciascun Nucleo Cinofilo Antiveleno è composto da un conduttore e due unità di supporto che opereranno con due cani, secondo tecniche e procedure messe a punto in Andalusia. In questa regione della Spagna il fenomeno ha rilevanza molto maggiore e, proprio per questo, sono state sviluppate le più significative esperienze.

Il mese scorso si è concluso il secondo corso di formazione che ha visto impegnati i 6 conduttori a cui è stato affidato il primo dei due cani previsti dal progetto per ciascun NCA. Il secondo cane, come da progetto, arriverà in autunno.

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