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Natale nel parco delle Foreste casentinesi

Tante iniziative nei territori del parco nazione tra natura, storia e arte per un turismo davvero sostenibile

CASENTINO — Il Natale del Parco si apre lungo l'anello del sacro monte della Verna, turismo sostenibile all'insegna del connubio tra arte e natura.

La proposta, dalle 10 alle 13, è un programma fuori dai clamori delle feste, tra la solennità del bosco e quella del Santuario. Difficoltà medio-bassa, adatta a tutti. Possibilità di pranzo/merenda al rientro solo su prenotazione presso le strutture del Santuario o del paese. Il programma si chiude ai mercatini di Natale nel paese di Chiusi della Verna.

La stessa filosofia anima il programma di Alter natura per la mattina (10-13) di lunedi, "Giorno di festa all'eremo di Camaldoli". Si tratta di una facile escursione nella foresta che circonda l'Eremo, nella luce invernale dell'abetina tra splendidi scenari di cristallo. Difficoltà medio-bassa, adatta a tutti. Possibilità di pranzo/merenda al rientro solo su prenotazione presso le strutture del Monastero o del paese

Lunedi pomeriggio (alle 16) torna il programma del planetario del Parco con "Quante storie fra le stelle... le costellazioni". "Un cacciatore e i suoi fidi cani, Orione" è un laboratorio per bambini dai 4 ai 10 anni. Al termine ci sarà merenda per tutti i bambini a km 0.

Venerdi 30 dicembre si potrà partecipare, organizza sempre il Planetario, alla "Escursione al Sasso del Regio", il "calendario luni-solare". Il ritrovo è alle 14 presso il planetario del Parco a Stia. Ci si sposterà con mezzi propri a Porciano, luogo da dove partirà un'escursione archeoastronomica di circa 4 chilometri al Sasso del Regio alla scoperta dell'antico manufatto, probabilmente un calendario " luni - solare", riscoperto recentemente nel territorio di Stia, in quella stretta valle che caratterizza il primo tratto del fiume Arno. Il petroglifo è eseguito su di un affioramento naturale di arenaria, posto al culmine di un pendio sorretto da imponenti strutture murarie a secco che in alcuni punti raggiungono i quattro metri di altezza. La complessa raffigurazione, di circa 130 cm di altezza, è dominata da una struttura a barre verticali, dieci in totale, otto delle quali caratterizzate dalla presenza di coppelle poste a distanza regolare le une dalle altre e sovrapposte ai tratti di linea verticale. La struttura regolare a barre e coppelle presente sul Sasso del Regio, interpretabile come un abaco, ben si presterebbe ad una funzione di conteggio del tempo: un rudimentale calendario. Un osservatorio astronomico mediante il quale l’anno poteva essere cadenzato in termini di fasi lunari e date notevoli, simili a quelle che si riscontrano nel calendario celtico: una vera e propria Stonehenge casentinese, usata in un’epoca in cui il calendario giuliano non esisteva ancora.

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