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Una commissione d'inchiesta sul caso Giurlani

Il Consiglio regionale ha dato l'ok alla commissione d'inchiesta sui finanziamenti della Regione ad Uncem dopo l'arresto dell'ex sindaco di Pescia

CASENTINO — Il Consiglio regionale della Toscana ha istituito la commissione di inchiesta suifinanziamenti regionali ad Uncem, l'Unione dei Comuni montani presieduta dall'ex sindaco di Pescia Oreste Giurlani per dodici anni. Dal primo giugno scorso, Giurlani è agli arresti domiciliari per peculato e corruzione.

La commissione è stata istituita all'unanimità dopo una riunione dell'ufficio di presidenza del Consiglio toscano.

“È stato un atto unitario, che porterà trasparenza, analisi dei fatti, obiettività; sarà al servizio di tutta la Toscana” ha commentato il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani.

La commissione di inchiesta su Uncem, come ha spiegato Giani, è finalizzata alla verifica e al controllo della modalità di spesa e di rendicontazione da parte di Uncem dei fondi pubblici erogati tramite la Regione Toscana, al fine di verificare i rapporti tra i due enti. I lavori inizieranno da subito.

Il presidente del Consiglio Giani ha incontrato i giornalisti accompagnato da altri due componenti dell’ufficio di presidenza: Giovanni Donzelli, FdI, che aveva presentato le firme per la costituzione della commissione di inchiesta fin dalla seduta d’aula di ieri sera, e Antonio Mazzeo del Pd.

Entrambi, ha ricordato Giani, si sono adoperati “con atti concreti e in tempi non sospetti”, quando ancora “non si poteva presagire quello che poi è venuto fuori”.

Nel caso di Donzelli per “i rilievi posti”; nel caso di Mazzeo perché “da esponente Pd e vicesegretario Pd aveva provocato rinnovamento degli organismi Uncem”.

Oreste Giurlani è accusato dalla procura di Firenze di essersi appropriato di 578mila euro dell'Uncem. Un altro filone d'inchiesta riguarda un episodio di corruzione in cui è indagato anche un imprenditore di Prato.

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