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Il cane da guardianìa contro i lupi

Un progetto del Parco nazionale Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna per la prevenzione dei danni da predazione del lupo

CASENTINO — Il lupo è il più grande carnivoro del Parco La sua figura, fin dalla notte dei tempi, ha potentemente sollecitato l'immaginario degli uomini. A fare da contraltare al grande fascino che questo canide esercita (sensi spiccatissimi, fedeltà, organizzazione di gruppo), e al ruolo che svolge sugli ecosistemi, ci sono i problemi che si determinano nei confronti degli allevamenti. Il cane da guardianìa rappresenta uno strumento tradizionale per la prevenzione del danno e la protezione del bestiame dagli attacchi da predatore. Non a caso l'utilizzo di questo strumento appartiene al patrimonio culturale di molte aree rurali. In Italia la tradizione non si è mai persa nell'Appennino centrale, dove la presenza del lupo è sempre stata costante. Con la progressiva espansione del lupo nell'area appenninica ed alpina la necessità di proteggere il bestiame dagli attacchi è emersa con impellenza, richiedendo interventi anche tempestivi in aree impreparate alla presenza di predatori.

La corretta gestione del cane da guardian^a è estremamente importante sia per l'efficacia nella protezione dai predatori che per una pacifica convivenza con tutti i fruitori del territorio.

Per questo l’Ente Parco ha pubblicato una manifestazione di interesse per l’adesione al progetto “Il cane da guardianìa nel parco nazionale Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna”. Il bando è rivolto agli allevatori che operano nei territori dell’area protetta.

Il bando (scadenza il 31 gennaio 2017) e la documentazione sono disponibili nel sito dell’Ente alla voce "bandi e concorsi".
(link:http://www.parcoforestecasentinesi.it/pfc/index.php?option=com_inclusore_ricerca_bandi&Itemid=124&file=2&argomento=-1&categoria=tutti&pag=1&cap=1&libro=75&lang=it)

"Il lupo è incluso nella Lista Rossa delle specie minacciate dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali (IUCN). I problemi che si realizzano nei confronti degli allevamenti, agli onori delle croneche nazionali, non ci permettono però di considerare esaurito il nostro ruolo nel momento in cui mettiamo in campo tutta una serie di misure per la valorizzazione turistica di questo carnivoro. Il lavoro che stiamo facendo, in collaborazione col ministero dell'Ambiente, all'interno del Wolfnet 2.0, continuazione del Life europeo che lo aveva preceduto, mette in rete tutte le migliori esperienze nazionali nel campo della mitigazione dell'impatto di questo predatore sulle attività antropiche". Luca Santini, presidente del Parco.

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