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Sta per cadere anche l'ultimo pezzo dell'Ipsia

Sta per cadere l’ultimo pezzo a 35 anni la chiusura. La zona servirà al passaggio della ciclopista e ad ampliare il resede scolastico

PRATOVECCHIO - STIA — Anche l’ultimo pezzo di quello che fu, fino all’inizio degli anni ’80, l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato di Pratovecchio Stia, sta per cadere sotto i colpi della demolizione, secondo un piano di lavori affidato dal Comune di Pratovecchio Stia nell’ambito del completamento della Cittadella Scolastica. 

I volumi della porzione più a valle dell’immobile, dove trovava posto l’officina meccanica per l’insegnamento delle materie tecniche, erano rimasti parzialmente inutilizzati ma presto serviranno per l’ampliamento del resede esterno alla scuola elementare “Paolo Uccello”, e in parte per il passaggio della pista ciclopedonale dell’Arno. 

"La demolizione si è resa necessaria – dice il sindaco di Pratovecchio Stia Nicolò Caleri – in quanto ormai quella porzione del vecchio IPSIA era ritenuta pericolosa e non più recuperabile a livello strutturale. L’accesso è da molto tempo precluso verso quella zona, considerata pericolante, quindi i lavori porteranno anche all’eliminazione di una fonte di potenziale pericolo”. 

Soprattutto, questo è un altro passo, prosegue Caleri, “Verso il definitivo assetto del nostro polo didattico, realizzato in una decina di anni, prima dai Comuni di Pratovecchio e Stia insieme, poi dall’amministrazione unificata dopo la fusione decretata dal referendum dell’autunno 2013”. 

Una volta realizzati anche questi lavori, che sono stati aggiudicati pochi giorni fa insieme ad opere di ampliamento locali della mensa scolastica, solo un ultimo tassello ci sarà da aggiungere: la nuova scuola materna comunale che sorgerà nell’area della ex segheria Rossi, acquistata dal Comune nel giugno scorso. 

"Quell’opera, che contiamo di portare a stato molto avanzato entro la fine di questa legislatura, segnerà la riqualificazione definitiva di un’area che si trova giusto a metà fra i centri principali di Pratovecchio e Stia, e che per molti decenni è rimasta in stato di abbandono. In tempi molto brevi invece si completerà un progetto che viene da lontano, pensato per segnare l’unificazione delle comunità attraverso un percorso didattico comune per bambini e ragazzi”, conclude Caleri.

E a proposito di progetto che viene da lontano, proprio in questi giorni compie i dieci anni di attività l’asilo nido “Alberto Fani”, che nel gennaio del 2007 venne inaugurato e fu in pratica il primo edificio ad entrare in funzione, insieme al Palazzetto dello Sport, del polo didattico unificato fra Pratovecchio e Stia.

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