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Consoli conferma l'incontro a casa Boschi

Maria Elena Boschi

L'ex ad di Veneto Banca ha dichiarato di aver incontrato nella casa di famiglia della sottosegretaria i vertici di Banca Etruria nell'aprile 2014

ROMA — Un'altra audizione davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche destinata a sollevare polemiche e accuse di conflitto di interessi contro la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Parlando ai membri della commissione, l'ex amministratore delegato di Veneto Banca Vincenzo Consoli ha dichiarato di aver partecipato nel marzo del 2014 a un incontro con gli allora vertici di Banca Etruria organizzato nella casa di famiglia di Maria Elena Boschi, allora ministra del governo Renzi. Il padre della Boschi, Pierluigi, era membro del cda di Banca Etruria dal 2011 e ne sarebbe diventato vicepresidente poche settimane dopo, durante il mese di maggio.

Consoli ha dichiarato che la Boschi presenziò all'incontro per circa un quarto d'ora e poi se ne andò senza aver mai aperto bocca. 

Nella riunione, Consoli e i vertici di Banca Etruria parlarono della lettera ricevuta da entrambi gli istituti in cui la Banca d'Italia, alla luce della difficile situazione economica sia della banca veneta che di quella toscana, faceva riferimento all'eventualità di una fusione con un altro gruppo bancario di "elevato standing", indicandolo nella Popolare di Vicenza, e precisando che gli allora membri dei consigli di amministrazione non avrebbero potuto rimanere al loro posto nel nuovo istituto nato dalla fusione. Consoli ha sottolineato di essere andato all'incontro con i colleghi di Banca Etruria solo per conoscere le loro intenzioni, ovvero "se si sarebbero dimessi a seguito della lettera di Bankitalia e come si sarebbero comportati". "Noi di Veneto Banca poi siamo andati tutti a casa, quelli di Banca Etruria no" ha detto l'ex ad.

Sempre in merito alla vicenda Boschi, oggi il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha preso le difese della sottosegretaria alla luce di quanto dichiarato ieri alla stessa commissione banche dal presidente della Consob Giuseppe Vegas, ovvero che Maria Elena Boschi gli chiede e ottenne un incontro in cui gli parlò di Banca Etruria e della sua contrarietà alla fusione con la popolare Vicenza (vedi qui sotto l'articolo collegato)

"L'idea che la commissione d'inchiesta sulle banche diventi la commissione di inchiesta sulla Boschi mi sembra roba assurda: lei non ha fatto pressioni e non si deve dimettere - ha dichiarato Calenda - Lo dice uno che non è che abbia un rapporto idilliaco con la Boschi e che quando deve dire qualcosa a Renzi glielo dice in faccia. Quello che è un dato di fatto è che ieri Vegas è riuscito a distrarre l'attenzione da quelle che sono le sue responsabilità e sono responsabilità vere".

"Vegas è quello che ha legato gli scenari di probabilità dalle obbligazioni subordinate dove si sono persi un sacco di soldi degli italiani. Io a suo tempo ero stato appena nominato ministro e dissi che era un gravissimo errore - ha detto ancora Calenda - Il problema trattato dalla commissione d'inchiesta banche è molto più ampio anche del solo Vegas ma ci sono responsabilità di Vegas e su quelle si doveva discutere. Perchè se questa commissione, che sarà un gran macello in campagna elettorale, può avere un senso, è quello di stabilire come è nata la crisi delle banche e come ha danneggiato i risparmiatori. Ora, pensare che sia nata e abbia danneggiato i risparmiatori a causa della Boschi è un'assurdità".


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