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Sei Toscana, debiti e stipendi d'oro

Deliberato un aumento da 300mila a 460mila euro dei compensi del cda della società dei rifiuti, commissariata dopo l'inchiesta sulla maxigara truccata

SIENA — Non bastavano lo scandalo della maxi-gara da tre miliardi e mezzo di euro truccata, i debiti accumulati nei confronti dei Comuni, i costi elevatissimi dei servizi. Sei Toscana, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto è finita nuovamente nella bufera per la decisione del consiglio di amministrazione di aumentarsi i compensi da trecentomila e 460mila euro. Decisione avallata l'11 settembre dall'assemblea dei soci, seppure con molte defezioni e contestazioni. Anche perchè Sei Toscana è commissariata e quindi le funzioni dei membri del consiglio di amministrazione sono alquanto ridotte.

L'aumento dei compensi, al momento non ancora operativo, non riguarda il presidente Roberto Paolini che non ha voluto partecipare all'operazione. Riguarda invece gli altri membri e il nuovo amministratore delegato Marco Mairaghi, ex sindaco di Pontassieve che, al momento di accettare la nomina, dichiarò di voler assumere l'incarico a titolo gratuito. 

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